Autobiografia e malattia

Mi sto aiutando. Con in mano questa penna e davanti ad un foglio bianco, voglio tentare di ritrovarmi ancora..
…Che cosa ho imparato dalla mia malattia? Cosa mi è stato insegnato?
Innanzitutto che la vita è meravigliosa, che ci sono cento, mille e ancor più possibilità verso cui noi possiamo volgerci.
E ancor di più ho imparato e sto imparando a crescere, assaporando il mio senso, la mia malattia è diventata mia nel momento in cui le ho dato un  mio senso.
Il mio senso è qui, dietro questa scrivania, sui cui perdo le ore a scrivere.
La mia malattia ha generato in me la consapevolezza che scrivere di sé, raccontarsi, maggiormente dopo un forte momento di dolore o dopo una malattia, sia una terapia essenziale...
Rivedere la propria storia ci spacca in due perché è doloroso quel tragitto di conoscenza e approfondimento, ma credo divenga essenziale per una cura di sé, del proprio corpo e della mente che da quello non è disgiunta.
Molti hanno paura di affrontare il proprio sé come temono la malattia, ma credo che elemento necessario sia oggi diffondere questa cultura dell’introspezione per risanare se stessi e quelli che ci sono accanto…”
                                                                                                                           (Sonia Scarpante)


Il dolore, la malattia costituiscono un momento di difficoltà che incide fortemente sulla qualità della vita e sul ben-essere soggettivo, perché incrinano la prospettiva di un dover essere ulteriore dell’individuo. Per tale ragione, essi rappresentano uno degli eventi con più forte valenza di discrepanza in una storia di vita, in grado di attivare forme di pensiero narrativo e quindi di produrre storie, racconti. Per accettare, reagire, affrontare o convivere con il proprio disagio, la sofferenza, la malattia, la persona deve attribuire un (nuovo) senso, un’interpretazione alla sua condizione, al suo mondo e alla sua vita: perché costruire significati equivale a costruire mondi possibili e ulteriori nei quali ricominciare a esistere e agire. La scrittura, allora, rappresenta uno strumento d’aiuto per il soggetto nell’elaborazione e nel superamento di un evento doloroso, un trauma o una paura; la scrittura diventa possibilità di cura.