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Mi sembrava di scivolare su uno specchio!

E’ iniziato tutto tra aprile e maggio 2004.
Sentivo un leggero dolore alla parte sinistra del basso ventre e pensavo fosse un attacco di colite, dato che avevo un po’ di peso in eccesso; infatti pesavo circa 110 chili.
Provengo da una famiglia  di persone modeste: papà e mamma facevano mercato ed  io all’età di 8 anni li aiutavo a tirare il carretto; ci siamo  sempre fatti un bel “fondo schiena”.
Da giovane ho praticato il calcio a livello professionistico. Già a 14 anni sono andato lontano dalla famiglia e dopo aver smesso di giocare, nei 20 anni successivi, ho cominciato a prendere peso, passando da 80-85 chili, a circa 110.
Premetto che la mia mamma ha avuto problemi al colon, quindi mi parlavano di una certa familiarità di tumore al colon.  Però nessuno mi ha mai detto di fare la colonscopia e purtroppo non ho mai fatto alcun controllo .. Molto probabilmente se li avessi fatti, non avrei avuto tutti i problemi che poi sono sorti?!
Ad agosto 2004  ho cominciato ad avere il vomito e i dolori al basso ventre più insistenti, così sono andato all‘ospedale di T. (cittadina del sud Italia) dove mi hanno fatto subito una ecografia al fegato.
Ho capito che c‘era qualcosa che non andava quando l’ecografo mi ha detto: “mi sembra un fegato di un sessantenne e non di un quarantasettenne!
I primi di settembre mi ha operato al sigma il Dott. Corbetti, all' “Amerigus”.
Durante l’intervento ha trovato delle metastasi al fegato e, per ridurle, mi fu prescritta la chemioterapia.
Quando la cominciai, a novembre 2004, mi misero il porte per attaccare la macchinetta della terapia, 24 ore su 24, per 4-5 gg.
La chemio mi ha provocato alcune conseguenze negative: non ho più  la sensibilità  alle dita dei piedi e delle mani, nonostante l’ultima l’abbia fatta 7-8 mesi fa, ho avuto anche momenti di nausea, di  bocca cattiva e la caduta dei capelli.
Poi, il dottor Ferrosi mi sottopose ad un’altra operazione, a cavallo tra i mesi maggio e  giugno, per chiudere la vena porta di destra e far crescere il fegato a sinistra.
Il 1° dicembre 2005 sono stato operato per la resezione dell’80 per cento del fegato.
L’intervento era ben riuscito e il 18esimo giorno avrei dovuto essere dimesso, ma mi venne un po’ di febbre e da quel momento iniziò il mio calvario.
Purtroppo si era creata una fistola e con il problema biliare, hanno dovuto creare una sacca all‘interno.
Mi è stata prescritta una dieta ipolipidica nella speranza che l’infezione regredisse, ma non si sono verificati miglioramenti e così, a distanza di 4-5 giorni, hanno dovuto intervenire per fare una pulizia delle anse e hanno dovuto togliere un metro e mezzo di intestino.
Non ho neanche chiesto che tipo di problema fosse... probabilmente una peritonite, perché mi faceva male la pancia, ma non ho chiesto e non ho voluto pensare ad altro..
L’intervento è durato ben 13 ore!...e mi ha segnato molto: sono stato 5 giorni in terapia intensiva e consideravo quel luogo un “tugurio”. Non che mi voglia lamentare della professionalità sia degli infermieri, sia dei medici, ma l’ho vissuto molto male. Tutti andavano e venivano e ogni volta speravo venissero da me per portarmi via, invece andavano dagli altri.
Avrei avuto voglia di cacciare fuori gli artigli, ma mi sembrava di  scivolare su uno specchio e non riuscivo ad aggrapparmi più a niente.
In uno di quei giorni ho avuto un mal di schiena bestiale, avrei voluto alzarmi, perché non riuscivo più a stare sdraiato! Devono avermi somministrato qualcosa, perchè mi sono come assopito, un po’ addormentato: ho il ricordo di una sensazione particolare dove non mi sentivo più tranquillo, avevo perso la serenità, come se fossi drogato.
Questo ultimo periodo è stato sicuramente il più pesante di tutti.
Penso di aver affrontato nel migliore dei modi quanto mi è successo, e credo che aver giocato a calcio, mi abbia giovato. Ho giocato in varie squadre: sono stato in  C2  quasi venti anni e ho cominciato a imparare a sopportare la sofferenza stringendo i denti. Mi è capitato di avere qualche distorsione, qualche strappo e qualche frattura e di avere male fisicamente, ma il mio temperamento, un po’ testardo, mi ha permesso di affrontare la sofferenza ed anche la malattia con più grinta.
Ho sempre dovuto abbracciare la mia “crocetta” e me la sono sempre portata con me..., quindi  tutto quello che e’  successo nella mia vita, nel bene e nel male,  l’ho affrontato contando sulle mie forze, anche se, a volte, con fatica.
Questo non significa che vada sotto i ferri con grande facilità, sicuramente no! Però sono scrupoloso e faccio tutto quello che mi dicono di fare per cercare di salvare quello che si può, per poter vivere più serenamente  e il più a lungo possibile con la mia famiglia.
Mia moglie non è certo una gran combattente, però  mi e’ sempre stata vicina ed io le voglio bene: amo molto la famiglia, siamo molto uniti.
Anche se la battaglia della malattia  la porto avanti da solo, non me ne faccio un problema.
La famiglia rimane comunque un punto di riferimento, una motivazione importante: ho due figlie, una di 21 e l’altra di 16 anni.
All’inizio abbiamo detto loro le cose un po’ per volta; non volevamo si buttassero troppo giù.
Nel mio percorso di malattia, ho trovato sempre dei seri professionisti e, mano a  mano che mi conoscevano,  riuscivo a creare anche un discreto rapporto. Capisco che a volte i medici devono avere un po’ di distacco dai malati, perché  altrimenti sarebbero massacrati dal mattino alla sera sul piano umano. Non è che possono tornare a casa e avere anche il pensiero di  un amico  paziente..!
Solo all’inizio a T. ho incontrato un medico che fece una battuta da cretino, se ne rese conto dicendo che cercava di scherzare per sdrammatizzare. Gli risposi che c’è modo e modo di farlo.
Invece, più di una volta, mi è capitato  che suo fratello mi abbia dato un buffetto sulla guancia. Per un paziente è importante, in alcuni momenti, avere una pacca sulla spalla o  anche solo un sorriso: sono piccoli gesti che incoraggiano quasi a dire “dai che ce la fai....  non ti preoccupare ci siamo noi....”  e qui io ho trovato questo atteggiamento.
Anzi  suo fratello e’ stato  uno degli artefici. Era molto contento di come era andata l’operazione, mentre al principio era molto preoccupato; il rischio era grosso. Non era sicuro che il fegato riuscisse a ripartire solo con il 20 percento del suo volume e quindi della sua funzionalità. Pesavo 95 kg!  Invece la reazione al fegato c’è stata e anche molto buona  e se non si fosse formata questa fistola, già dal 20 di dicembre sarebbe tutto finito!
Sono cento giorni che me la sto portando dietro!
Ho sempre un drenaggio che pare stia funzionando benino: prima uscivano 50 grammi ,adesso stiamo andando verso i 60 grammi  al giorno.
Bisogna procedere lentamente; sarà un po’ più lungo  del normale, ma sia il dottor Ferrosi, sia suo fratello sono fiduciosi di vincere la battaglia. Lo speriamo tutti!
Certo che dopo sei interventi, 16-17 cicli di chemioterapia da 3 e da 4 giorni,  24 ore su 24, ... due step...  almeno 300 punti di sutura, si arriva a un momento che uno non ce la fa più... il troppo e’ troppo!
Devo fare un grande elogio al mio datore di lavoro che mi ha messo in condizioni di assoluta serenità! L’azienda e’ una s.p.a., produce prodotti chimici e mi ha detto: “tu non  ti devi  preoccupare.... pensa a quello che devi fare....”
E, a onor del vero, ad oggi non ho mai perso una lira. Mi ha sempre fatto avere lo stipendio come se avessi sempre lavorato fin dal primo giorno che sono stato a casa. 
All’inizio quando mi sentivo benino, sono andato a lavorare, ma quando ho cominciato con le varie operazioni stavo 2 o 3 mesi a casa, poi rientravo per una settimana...
Sono  responsabile dell'Area Sud. Con me lavorano una quarantina di ispettori. E’ un lavoro di responsabilità. 
Appena la salute me lo ha consentito sono sempre andato a lavorare.
Con il telefono sono riuscito bene o male a gestire la cosa, anche perché lavorare mi aiuta a non pensare troppo alla mia malattia, a tirarmi fuori...Ho tanti amici, tante brave persone che mi vogliono bene e che mi hanno aiutato molto in questo periodo.
Io vivo a T. e l’altra settimana sono venute cinque o sei persone; due sono arrivate un mese e mezzo fa.
Ad essere sincero li ho un po’ bloccati, perchè non voglio fare soffrire chi mi vuole bene.....
Vedermi in queste condizioni non è il massimo e quest’ultimo intervento mi ha dato una mazzata, insieme ai  4 giorni nel “tugurio” ....
Poi, quando sono salito in reparto nel giro di 3-4 giorni mi sono ripreso. L’ambiente un po’ più sereno. Sono ritornato a vedere  i miei familiari, i miei amici,...la luce ...
Un aspetto che ha lasciato molto a desiderare in ospedale è la cucina.
Quando dovevo seguire la dieta ipolipidica ordinavo una cosa e ne arrivava un'altra... Dovevo mangiare brodo vegetale con pastina  e arrivava il brodo di carne, oppure, cosa dell’altro ieri, non arrivava niente.
Addirittura per un mese mia moglie mi ha portato sia per pranzo, sia per cena  quello che cucinava a casa.  Non mi sembra  normale, ci dovrebbe essere un servizio  adeguato all’ammalato anche per il cibo.
In questo momento guardo al futuro con molta prudenza e attenzione.
Dopo quello che ho passato non è facile dire “bene, bene!..”  anche perché tutte le volte che lo dicevo  puntualmente  erano “mazzate”.
Sto vedendo un po’ di luce....gli esami del sangue migliorano, quelli delle urine pure e  la perdita all’ intestino non c’è più. Dopo 25 giorni sono tornato a mangiare la pastina...  sono tanti piccoli segnali che fanno ben sperare...
Ogni giorno che passa la ferita  fa meno male e mi sento un po’ più forte. 
Prima ero molto debole, ho perso 8 chili in 8 giorni;  è anche da capire!... 
Sono sempre stato messo al corrente dai medici di quello cui andavo incontro e ho sempre avuto tutte le informazioni e delucidazioni che chiedevo. Sotto questo aspetto sono molto soddisfatto anche se ero sottoposto a notevole stress, perchè a volte non esiste un “bel modo”  per comunicare certi eventi.
Quando mi hanno detto che dovevano asportarmi l’80 percento del fegato, con il rischio che ne conseguiva, c’è poco da fare, è una notizia sconvolgente, qualunque sia il modo di dirla!
Prima pesavo 110 chili, adesso 85, ne ho recuperati gia 4  in questi ultimi 15 - 20 giorni.
Da 20 anni non segnavo più quel peso e ho sempre avuto, specie nelle gambe, una buona muscolatura, non dico proprio la stessa che avevo da calciatore, ma comunque fino a dicembre una discreta muscolatura ai polpacci, ai quadricipiti. Adesso e’ tutto molle. Dovrò esercitarmi sulla cyclette quando sarò in grado di farlo!
Fino a 46  anni sono stato bene, ho sempre sgomitato per arrivare dove desideravo. Ho vissuto con la mia  famiglia felicemente e serenamente nella mia casetta...Sono stato fortunato....
Poi è capitato tutto insieme. Non ricordo di aver pianto. Ah no! L’unica volta ho pianto con  un’amica che è venuta a trovarmi. Piangeva per me e mi sono commosso e ho pianto con lei. Per il resto ho accettato tutto e basta! Mi sono fatto coraggio  e via...
Una settimana fa suo fratello mi voleva far parlare con una psicologa, perché mi vedeva un po’ spento. Come vedevo arrivare un dottore mi spaventavo. Avevo una reazione, probabilmente inconscia  di preoccupazione,  ogni dottore che veniva pensavo mi facesse fare qualcosa. Quando è arrivata, stavo già meglio, cominciavo a recuperare, però mi ha detto che se avessi avuto bisogno sarebbe tornata. Una persona squisita, Una brava signora. 
Uno deve anche aiutarsi, avere forza di volontà, non farsi sopraffare.
Se uno si lascia andare è rovinato!
Sono qui da 120 giorni e ho voglia proprio di tornare a casa mia .. comincia a mancarmi e mai come adesso..  120 giorni a combattere sempre, è pesante!... Ho visto passare più di 100 persone, e io sono l’unico che e’ ancora qui ...
In questo periodo non posso mangiare quasi niente con la dieta ipolipidica: niente olio, grassi, latte, formaggi e carne. Posso mangiare solo gamberetti , merluzzo,  verdure e  un po' di pasta senza olio, con un po’ di  aceto balsamico.
Ma chi la dura, la vince...! Speriamo....

Commenti   

 
#4 Gaia 2012-11-17 01:19
Ciao sono Gaia,
Ho bisogno del tuo aiuto, a mia suocera hanno riscontrato metastasi al fegato, i medici non ci hanno dato grandi aspettative e soprattutto non ci hanno parlato di interventi, ti prego di volermi inviare informazioni relative a medici che potrebbero aiutarci.
Grazie mille e saluti.
Gaia
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#3 Erasmo 2010-07-24 22:31
Semplicemente da... seguire !
Mi ha toccato tantissimo la tua storia. Io ho la mia compagna che stà lottando da un anno. Io lotto però più di lei, solo x lei.
Ti ammiro davvero. Sei un vero esempio di vita. COMPLIMENTI e dai... ce la farai !
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#2 Daniela 2010-01-13 22:48
Ciao, sono convinta che ce l'hai fatta! Ti auguro ogni bene e coraggio.....
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#1 ester 2008-06-02 16:54
ti auguro tanta salute perchè io combatto il tumore da 8 anni e so cosa vuol dire,tiriamo avanti non tanto per noi ma per la famiglia,alla quale dobbiamo tutto.Tanti augiro ancora
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