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In cerca di risposte...

Ucare intende occuparsi del “corpo biografico”, degli aspetti della malattia che esulano, pur essendone strettamente connessi con gli aspetti organici.
Non siamo in grado di fornire diagnosi e risposte ai pressanti e legittimi dubbi su aspetti clinici ed organici.
Pubblichiamo volentieri questa storia travagliata con importanti quesiti, ai quali, purtroppo, non abbiamo potuto dare risposta, ma a cui vogliamo dare ascolto.

Mi chiamo Silvio e sono un pensionato di 74 anni che vive a D di S., un piccolo paesino in provincia di T. (Capoluogo del Sud Italia)
Da qualche giorno, con l’aiuto di mio figlio, ho conosciuto il vostro sito internet e man mano sto scoprendo tutti i suoi contenuti.
Credo che il vostro scopo sia molto utile, anche se vi assicuro, convivere con la malattia non è sempre così semplice.
In ogni caso mi complimento con voi, trovo che l’iniziativa sia assolutamente da plauso in questa giungla di disinteresse ed egoismo totale che ho avuto modo di appurare durante questi anni di malattia.
Mi sono rivolto a varie associazioni, fondazioni e trasmissioni radio e televisive per poter avere delle risposte, anche solo per parlare del male che mi affligge con qualcuno, ma nonostante i buoni propositi dichiarati, nessuno mai mi ha risposto.
Ho scritto ad un’importante fondazione, all’Ospedale Oncologico, a riviste e trasmissioni di salute, ad Associazioni Internazionali per le ricerche sul Cancro,  ma non ho mai avuto una risposta.
Sono molto demoralizzato e la mia storia clinica è tale da indurmi a parlarne anche con voi.
Sento la necessità di fare un altro tentativo, sia per cercare di avere una risposta a quelle che ormai sono le domande che attanagliano il mio quotidiano, sia per far conoscere la mia storia alle persone che come me lottano e fin ad ora vincono con il così detto male del secolo, il cancro.
Nel 2001 dopo aver letto un articolo su una rivista  in cui si invitavano gli uomini di una certa età a sottoporsi all'esame del PSA per la prostata, decisi di effettuarlo pur non avendo nessun tipo di disturbo.
Il risultato fu un "valore 10" del PSA che mi indusse ad indagare ulteriormente presso uno specialista e nel Marzo 2001 l'urologo mi riscontrò un "adenocarcinoma differenziato del lobo prostatico sinistro".
Dopo soli quindici giorni fui operato per la prima volta di Prostatectomia radicale linfadectomia pelvica bilaterale che mi ha completamente cambiato la vita.
Dopo 4 anni di controlli, nel 2005 in seguito ad una Tac-pet per controllare l'alloggio prostatico e con un valore del PSA di 1,2, mi fu evidenziata una cisti al rene sinistro di circa 3 cm.
Trascorsi sei mesi da quell'indagine, in seguito a "Ecocolordoppler" e ad un'altra tac, si scoprì che quella cisti era diventata una massa di circa 11 cm che in lessico medico sta per "ETP renale sinistro localmente avanzato".
Nell' Aprile 2006 ho subito un secondo intervento chirurgico di Nefrectomia radicale sinistra, splenectomia, recezione della coda pancreatica.
Non finisce qui, a fine Settembre 2007 dopo aver fatto una rettocolonscopia, mi è stata riscontrata la presenza, lungo il colon traverso, di un'adenocarcinoma moderatamente differenziato (G2) e così nell'Ottobre dello stesso anno ho subito un terzo intervento di resezione del colon.
Premetto di non esser stato mai sottoposto a nessun tipo di terapia post operatoria in quanto non ritenuta in nessuno dei tre casi indicati necessaria, e ne a tuttoggi pratico alcuna terapia ad eccezione di una fiala ogni anno dal 2005 in poi, di Decapeptyl 11,25 con compressa di Casodex da 50 mg per abbassare il valore del PSA.
Mi sottopongo periodicamente a tac e ad altri esami per il controllo dei marcatori, ma vi assicuro che affrontare ogni volta questi esami, sapendo che il risultato potrebbe essere ancora nefasto, è snervante e non ti fa vivere più.
Qui giungo ai miei quesiti:
 
E' possibile che i miei tre adenocarcinomi siano il frutto di una particolare predisposizione genetica?
I miei figli di 39 e 37 anni, devono preoccuparsi e cominciare ad indagare al fine di prevenire patologie simili? 
Esiste un'esame diagnostico capace di rilevare se all'interno del mio organismo ci siano ancora delle cellule maligne che si possano trasformarsi di nuovo in cancro?
Può esistere un legame con il mio ex lavoro che mi ha portato a contatto con campi magnetici a bassa frequenza (hz50)?
 
Attendo con ansia una vostra risposta augurandomi di cuore che possiate prendere in considerazione il mio racconto.
Ringraziandovi anticipatamente vi porgo i miei saluti

Silvio.       

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