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Storia di un'anima che non vuole più essere fragile

Cari amici, sfogliando un settimanale femminile sono venuta a conoscere la vostra iniziativa ma devo dire che sul momento non avevo idea di potermi trovare a scrivere della mia esperienza, mi sembrava troppo difficile ripercorrere tutto non solo nella mente ma anche sulla carta; invece eccomi qui e per un motivo ben preciso: oggi 29 dicembre compio 53 anni e ho deciso di  regalarmi una sfida, una sfida che voglio vincere: mettere nero su bianco i miei pensieri e fare un poco di ordine nella mia testa che a volte continua a girare ancora a vuoto.
La mia storia è semplice, uguale a tante altre ed è presto detta: lo scorso febbraio mi sono sottoposta alla consueta mammografia di screening, tranquillamente come sempre senza angoscie particolari, ma non so perchè quella risposta che non arrivava era come una puntura di spillo continua, un pensiero lontano ma fastidioso e alla fine al posto della solita lettera da archiviare una telefonata che ha sconvolto la mia vita. Il giorno dopo di nuovo una mammografia, una ecografia e un agoaspirato e nel giro di un'ora mi sono resa conto che tutto cominciava a cambiare. L'esito dell'agoaspirato è arrivato dopo una settimana ed era dubbio le formazioni erano due piccole ma di natura non chiara, immediatamente ho contattato uno specialista di chirurgia senologica che mi ha ricevuta molto velocenmente e ha iniziato ad illustrarmi il percorso che ci attendeva (dato che ha specificato subito che la strada avrebbe dovutoessere assolutamente condivisa tra lui e me) e io ho apprezzato molto il suo atteggiamento chiaro, deciso e anche molto umano. Il percorso è iniziato con una biopsia e in fondo al cuore speravo ancora che non fosse nulla di particolarmente serio; dopo circa due interminabili settimane di nuovo una telefonata era  il mio medico che voleva comunicarmi personalmente le rsiposte; non posso dimenticare quella mattina (era il venerdi' santo) nell'ambulatorio pieno di luce che contrastava con il buio che calava su di me alle parole:
"carcinoma lobulare infiltrante, intervento di quadrantectomia e biopsia del linfonodo sentinella, esami properatori, linfoscintigrafia, ricovero, stia tranquilla, un passo alla volta.........."
non capivo più nulla ricordo solo che mi sono ritrovata a piangere a dirotto sola in macchina sino allo sfinimento.
E poi nel giro di una settimana era tutto finito l'intervento superato e l'ansia costante insidiosa sempre presente per il solito esito che sembrava non arrivare mai e in quei giorni tutte le paure possibili: paura di morire, paura di dovermi sottoporre a chemioterapia, paura di far soffrire la mia splendida famiglia che volevo proteggere il più possibile - mamma e papà anziani e a loro volta bisognosi di cure, mio marito splendido e forte che mi ha aiutato tantissimo ma che soffriva più di me, paura di essere comunque sola davanti a un futuro molto incerto perchè così per me doveva essere.
Quando finalmente sono arrivate le risposte ho tirato un sospiro di sollievo perchè il linfonodo era negativo e il tumore ormonoresponsivo per cui il trattamento programmato dal mio medico era formato da terapia radiante (32 applicazioni + terapia ormonale per cinque anni) ma comunque i risultati globali dell'esame istologico non erano completamente incoraggianti a causa di due piccole righe che recitavano: c.erb2 iperespesso 3+ e che mi predispongono ad altissima probabilità di sviluppare recidive sia nello stesso seno che controlaterali.
La radioterapia è stata lunga ma non dolorosa ho cercato di affrontarla con coraggio e penso di esserci riuscita: la terapia farmacologica che assumo da luglio è abbastanza fastidiosa e mi crea un sacco di problemi ma dato che non posso sospenderla mi adatto; quello a cui non mi adatto ancora adesso è l'idea di essere comunque diventata una malata di cancro o meglio "paziente oncologica", non riesco ad accettare che la mia vita di prima, ordinata,bella, sicura e piena di certezze anche forse troppo frivola e leggera, non ci sia più e che comunque molta parte di me,f orse troppa, sia concentrata su questa malattia che in fondo mi ha risparmiato per il momento gli aspetti più tremendi di sé.
Dal di fuori nessuno riesce ad intuire come mi sento veramente, ho mantenuto l'aspetto di sempre anzi sono ancora più attenta all'immmagine e alla cura di me stessa; continuo a ridere, lavorare, amare e a fare dell'ironia su quello che mi è capitato e a volte ci credo anche al fatto di essere stata molto fortunata, all'idea che il problema si risolva in questo modo. Se mi fermo a pensare invece ho il presentimento che questa sia solo una tregua che riesco a vivere con incoscienza ma che il conto vero la vita me lo presenterà ancora e allora torna la paura la voglia  di piangere e non servono a nulla i vestiti, i regali, la compagnia, le sciocchezze, le lunghe vacanze, il correre sempre per non arrivare mai dove vorrei ........ niente è più uguale a prima.
E forse questo mi servirà per crescere e per imparare che a volte le cose più brutte fanno parte di un bagaglio pesante ma inevitabile e che la vita va affrontata con coraggio e determinazione come per ora mi sembra di fare solo per finta.
Dopo le riflessioni vorrei fare alcune considerazioni: la mia esperienza a partire dalla prevenzione, nella quale ho sempre creduto, attraverso il percorso chirurgico e terapeutico fino ai controlli di routine è stata aiutata dal fatto che ho incontrato operatori medici e paramedici di altissime qualità professionali ed umane e questo mi ha portata al punto in cui mi trovo ora, al punto in cui non mi resta che decidere di guardare solo avanti. La persona che più ha contato per me come riferimento al di fuori dei miei familiari è il medico che mi ha seguita anche se non credo di essergli molto simpatica dato che non sono facilmente gestibile e per carattere tendo a fare sempre e comunque quello che desidero e non  ho seguito le sue numerose indicazioni, come forse avrei dovuto fare, comunque io lo tengo nel cuore e penso a lui con affetto e riconoscenza.
Vorrei che alle persone con il mio problema toccasse in sorte un referente simile.
Ho finito anche se forse dovrei scrivere ancora mille cose ma credo di essere già stata sin troppo prolissa, anche se mi sento un pò più leggera.
Vi saluto, 
anima ancora fragile

Commenti   

 
#8 Domenico 2012-12-04 23:35
Forse è' fin troppo facile ad esortarti a non mollare, ma ciò' che mi sento di dirti e' che tutto ciò che irrompe con tanta veemenza nella quiete di un'armonia, e' sempre maldestro! La forza devi trovarla in te, per temprarti e sfociare in una forza capace di annientare qualsi voglia!! Forza!!
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#7 patrizia 2010-04-06 01:39
ti sono sorella
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#6 animafragile 2009-12-28 15:03
A me stessa e a tutti Voi voglio dire che un anno è passato e domani sarà di nuovo il mio compleanno.... sono ancora fragile ma ho scoperto di essere anche indistruttibile e pur essendo consapevole che il futuro è incerto sto molto meglio anche se continuo a correre e a vivere sempre ogni giorno come se dietro l'angolo ci fosse il buio. Grazie a quelli che hanno letto la mia storia e ancora di più a chi ha partecipato con un commento. Cerchiamo tutti di andare avanti con fiducia.... la vita è bella.
Animafragile
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#5 emma 2009-07-28 22:34
Vorrei avere il coraggio che hai te non riesco a fare la radioterapia.
m sento così debole.
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#4 Fulvio 2009-07-22 05:50
Penso che l'uragano che ti ha investito ha compreso che le tue radici non si possono sradicare. Pensi ad una recidiva ed invece io penso che debba vivere come sai..e che potrebbe pure non esserci nessuna recidiva..e che tutto torni alla anormalità della normalità...e che la lezione ti sia già stata presentata e che l'oste sia soddisfatto del tuo pagamento....so no sicuro che non avrai piu nulla..solo che...bisognere bbe che corressi un po meno....e passeggiassi un po si piu..serve pure a chi ti sta intorno.....in bocca al lupo...e ce lafarai! Ne sono ultracerto...
ciao anima..( non troppo fragile)....pen saci.. su....
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#3 L. 2009-03-14 12:55
ciao anima fragile, "fragile" ma con tanto coraggio e determinazione per affrontare la nuova vita.Il tuo racconto è un'iniezione di ottimismo per chi cerca di lottare freneticamente contro la corrente e per chi ha bisogno forse di più tempo per accettare tutto questo. Un abbraccio
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#2 lidia 2009-02-24 16:00
e' proprio vero .....la vita non e' piu' la stessa...sconvo lta..,è la stessa cosa che mi dice mia sorella,50 anni,la mia vita di prima non c'e' piu',sorelle non posso capirvi fino in fondo!ma preghero' sempre per voi,tu sorella mia e mia sorella nata due anni prima dime.un abbraccio!t.v.b .
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#1 anonimo 2009-01-07 16:59
ciao ho letto la tua storia e ti sono vicina come se fossi una parte di te, la parte più pazza e incosciente che cerca di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo e il tempo come fosse infinito e la vita come una gigantesca bugia e l'amore come un sogno nuovo e pericoloso ciao anima non veramente fragile da strega forse non veramente forte
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