Leggi le storie

Innamoramento e Morte

E’ vero, le storie degli altri ci aiutano, a pensare, a ricordare...
 
Ho sentito in tv, qualche tempo fa, un’intervista a Daria Bignardi che, in quel periodo, aveva perso  la mamma.
Nell’intervista ha raccontato, come ha anche scritto in un libro, che dopo la morte della mamma ha vissuto verso di lei una fase di “innamoramento”.
 
Anch’io, dopo la scomparsa di mio marito per una grave malattia, ho rivissuto un periodo di intenso rapporto con lui, che io chiamavo “noità”: pensavo a lui, a noi insieme, a quanto era piacevole stare insieme, noi soli, solo noi.
 
Ricordo con stupore quante volte, in passato, progettando un viaggio, una vacanza, anche breve, ritenevo simpatico, allegro, motivante la presenza di amici.
Stare in casa la sera del sabato da soli per me, dopo tanti anni di matrimonio, era poco vivace, non era festa, non ritenevo sufficientemente festeggiato il sabato.
 
Ora preferisco stare sola che con compagnie numerose. Non ho più il mito del sabato sera.
Il sabato sera sto bene da sola, a casa, tranquilla.
Non c’è più desiderio della compagnia degli amici per “festeggiare”.
 
Anche il mito del capodanno è passato.
Un tempo, quando sentivo persone anziane che stavano a casa, sole, la sera di S. Silvestro, pensavo alla loro solitudine come situazione di tristezza.
Ora no,  so che c’è grande dignità nella solitudine. Nel rifiutate il rumore, l’allegria degli altri,  c’è serenità, rispetto del cambiamento, di ciò che più corrispondere alla situazione contingente.
 
Verso mio marito c’era amore profondo, magari non espresso, da parte sua, con manifestazioni esplicite, come dichiarazioni ampie dei suoi sentimenti, come avrei desiderato: ad esempio non ho ricevuto da lui lettere, solo biglietti, di grande tenerezza e considerazione, che accompagnavano i fiori e i regali al mio compleanno, nella ricorrenza del nostro matrimonio e nelle altre ricorrenze.  Stupidamente non li ho tenuti tutti e, proprio per questo, quelli che ho sono tanto preziosi per me.
 
Comunicavamo il nostro amore con manifestazioni sostanziali di reciproca stima e ammirazione.
So anche quanto mio marito ha apprezzato ciò ho fatto per lui durante la malattia.
Ha letto ogni mio comportamento come atto d’amore e al mio amore si è affidato completamente. Era,  il nostro, reciproco vero amore.
 
In una fiction televisiva di qualche anno fa la moglie di Gioacchino Rossini diceva agli amici: “sì, mio marito mi ama, ma non è più innamorato di me...”.
 
Con la morte di Gianni, ho rivissuto l’innamoramento: la valorizzazione di ogni suo aspetto, il desiderio infinito di stare insieme, soli, ancora insieme, vicini.
 
Ho sperato di raggiungerlo per poter stare vicini...., anche in silenzio, ma guardandoci,  per condividere, anche solo con gli sguardi, tutto il dolore patito con la sua malattia e la sua scomparsa.

Commenti   

 
#2 Giovanna 2009-10-27 14:28
Grazie Emanuele.
Sono d'accordo con "Addio e Innamoramento".
Per dimostrare che sono l'autrice del breve racconto, ricordo all' "amministratore " che la versione originale del racconto ha avuto una piccola variazione a proposito del libro di Daria Bignardi.
Citazione
 
 
#1 Emanuele 2009-10-21 14:00
Prendetelo come un contributo: non mi è piaciuto il titolo.
Propongo Innamoramento e Addio o meglio
Addio e Innamoramento.
Scusate ma da quando è mancata mia moglie non sono ancora capace di parlare di \"morte\". Grazie.
Citazione
 

Aggiungi commento


Ultimi commenti

  • Buongiorno, leggere la storia di Mauro dà speranza, ed è fondamentale, è vero. Ho 46 anni e sono entrata da un giorno all'altro in ...

    Leggi tutto...

     
  • Ciao sono un collega medico che sta vivendo il tuo stesso dramma. Stessa sintomatologia e stessa diagnosi. Ho fatto un primo ciclo ...

    Leggi tutto...

     
  • Mia madre ha gli stessi sintomi.... Non riusciamo a trovare la giusta strada il neurologo ha parlato di neuropatia... Gli ha dato ...

    Leggi tutto...