L’altra sera mi è caduto il sale e subito ho pensato con terrore all’ennesima disgrazia in arrivo.
Per rasserenarmi ho ricordato l’origine della superstizione, come un tempo fosse tanto prezioso il sale e come la sua perdita, seppure parziale, fosse considerata una calamità. Con il miglioramento delle condizioni sociali la perdita di sale è rimasta una metafora: non è più una disgrazia in sé ma un preavviso di calamità.
La razionalizzazione non mi è bastata per calmarmi perché il ricordo è andato a precisi momenti dolorosi.
Dopo la perdita di mio marito ricordo di avere detto: “quale altra disgrazia più dolorosa di questa mi potrà mai capitare ?, peggiore di questa non c’è altro”.
Non mi sono consolata per la prossima temuta sventura, meno devastante di quella già provata, anzi ho rivissuto il senso di angoscia che provavo quando Salvatore stava male.
Io non accettavo la gravità della sua malattia e soprattutto le conseguenze, ma il terribile senso di impotenza davanti ad una situazione che continuava a peggiorare mi faceva sentire terrorizzata, quindi, non lo volevo ammettere, ma ero certamente consapevole del destino di Salvatore.
Non sapendo cosa altro fare ero ricorsa alla preghiera, alle rinunce e avevo dedicato, se non alla guarigione almeno al miglioramento della situazione di mio marito, tante piccole privazioni.
Mi rendo conto che può sembrare ridicolo ma ..... non mi truccavo, non usavo profumo, non mangiavo dolci, neppure le caramelle e altre cose che mi piacevano, non portavo gioielli, ecc.
Rinunciando ai gioielli decisi di metterli in cassaforte e mentre li riponevo ricordo che tra me dissi. “ che triste momento sarà quando li rivedrò”. E .......... fu così !!!
Pregavo Padre Pio nei momenti di particolare sofferenza di mio marito e ricordo che mi capitava di leggere intorno a me piccoli segni di incoraggiamento: ad esempio un’ombra sul muro mi pareva un viso sorridente, era solo l’ombra di un oggetto, ma io vedevo un sorriso e speravo e.......poi il miglioramento arrivava.
Salvatore aveva notato tutto questo ma non ne parlavamo, per me era solo una modalità per essere ancora più vicina a lui, alla sua sofferenza, alla sua speranza, all’unica realtà importante in quei momenti.
C’è passato qualche tempo, anni, dalla nostra separazione ma questi ricordi li vivo ancora con angoscia, con la stessa pesante tonalità emotiva .
Conosco bene le mie dolorose emozioni legate a penosi ricordi, e mi pesano molto di più quelli tristi di quelli collegati ai momenti felici, che so’ non torneranno mai più.
Ma ora voglia provare a comunicare queste emozioni, a “buttarle fuori” , a scriverle, ...........
Chissà se riuscirò a vedere il sale a terra per quello che è, solo per quello che è ................? (superstizione a parte)
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Ancora grazie. Lucilla
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