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A Paolo

E’ successo di nuovo.
Ancora una volta la tua malattia si è interposta nella nostra felicità e ci ha impedito di vivere una settimana di vacanza con la serenità, la voglia di vivere e la gioia con cui ci eravamo preparati.
Quello strappo sulla tua pelle, resa delicata dalle medicine che scongiurano il male più grave; il luogo dove ci aspettava una serata di festa, che non abbiamo mai raggiunto; e poi la corsa in ospedale, l’attesa…..Quello strappo ha squarciato il mio animo, e quei punti sono infilzati nel mio cuore.
Per tutta la settimana, ogni giorno, ogni volta che al mio sguardo si proponevano mare e sole, diventati di colpo così inaccessibili,  la mia anima gridava di dolore, non sono riuscita a trovare la forza, come le altre volte, per un motivo di consolazione, di conforto, un appiglio per guardare oltre. NIENTE, NIENTE!! Mi è rimasto il dolore puro, la disperazione, lo sconforto.
E continuo a soffrire, e mi vergogno di questa mia debolezza,  è come se avessi raggiunto la soglia di sopportazione della sofferenza, oltre tale soglia non vedo la speranza, ma ho tanta paura. Paura di questa compagnia terribile che è la malattia, e che non sai mai come si manifesterà, che colpisce in maniera crudele e inaspettata, anche al culmine della felicità. Non mi sento all’altezza di affrontarla, sento di soccombere e me ne vergogno terribilmente. Tu non  lo meriti, tu affronti con coraggio e ironia anche le situazione più difficili, e per questo io mi sento ancora più colpevole. Questa volta non so cosa mi succede, sento solo di non avere la forza, forse sarà solo più duratura delle altre prove, ci metterà più tempo per passare.
 E allora scrivo, scrivo su carta, scrivo sul pc, la potenza delle parole alleggerisce il peso del mio animo, dò fondo alle mie energie, per poter risorgere sulle ceneri di questa brutta esperienza.
Vorrei prendermela con qualcuno, mi piacerebbe sapere che qualcuno ha predisposto tutto questo con crudeltà infinita e cattiveria, per poter indirizzare la mia rabbia, sfogare la mia delusione.. Non dimentico l’espressione sul tuo viso di quella sera, non riesco a dimenticarla quanto era terribile: delusione, senso di colpa,  voglia di abbattersi…il tuo bel sorriso, la tua bella risata  svaniti di colpo. Perché? Non riesco a trovare una risposta. Perché questo accanimento verso una persona già sottoposta a dure prove, con altre che la attendono? Perché trasformare una vacanza meritata, una settimana di godimento di natura, mare, famiglia, in una sofferenza?
Perché spegnere il suo sorriso, il nostro sorriso?

Commenti   

 
#1 noemy 2011-06-21 10:17
sono epilettica pure io sai? e sono gravida da 2 mesi... stai tranquila andrà tutto bene...
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