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La mia nuova filosofia

Ho ricevuto e letto “Curare è un’Arte”. Grazie.
Ora mi sto riprendendo da una delle tante terribili chemio che mi propinano e ne approfitto per scrivervi.
Sopporto i duri cicli terapici con passione anche perché vedo che, pur se non fanno regredire la "mala bestia", almeno riescono ad arrestarla.
Ogni  giorno che passa è per me una conquista: è questa la mia attuale filosofia e ogni mattina, al mio risveglio, sono felice.
Penso che se avessi pensato in questo modo in passato, il mio grado di apprezzamento della vita sarebbe stato infinitamente più pieno ed intenso.
Invece quanti sono stati i giorni noiosi, vuoti, buttati!
Meno male che ho avuto la fortuna di avere un mestiere talmente entusiasmante, da ridurre questi periodi gettati.
Penso però a quanta gente sana si annoia e si inganna nell'incapacità di avere un'idea più chiara di se stessa e della vita!
Che peccato questa cecità, questo spreco.
Niente di nuovo in fondo: senza ricorrere al "carpe diem " di Orazio o al "chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza" di Lorenzo il Magnifico, c'è lo sterminato mondo della natura che ci riporta al concetto di vita vissuta alla giornata.

Sanno forse gli animali e le piante che dovranno morire? Io che li amo tanto li vedo sempre sereni. Basta però che stiano bene e che siano curati se stanno male.
Torno all’idea del Premio UCARE: è proprio questo che dovrebbe stare alla base del rapporto medico-paziente.
Il medico dovrebbe accompagnare la sua terapia con qualche frase del tipo:
"Lavoriamo insieme per una sua nuova vita, una vita che, pur diversa dalla prima, sarà per lei più reale e quindi più degna di esser vissuta, proprio perché priva dell'illusione dell'eternità. A me il compito di garantirle che questa vita fatta di giorni possa essere più lunga possibile e priva di sofferenze fisiche. A lei il compito di riconoscerla, di renderla sua e di riempirla di nuove scoperte e di serenità."
Chissà se, in futuro, il soggetto del rapporto medico-paziente, che ha portato ora alla pubblicazione di “Curare è un'arte”, potrà ampliarsi a quello della storia del pensiero, e sfociare in un libro di interventi della stessa collana, che - ad esempio - potrebbe intitolarsi “Curare è pensare”, o “Curare con filosofia”, o “Poesia della cura”, etc.
Vi ringrazio di avermi dato l'opportunità di mettere un po' d'ordine nei tanti, a volte un po' allucinati pensieri che si affollano nella mia mente.

A.

 

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