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Il nostro "giardino segreto"

... vorrei condividere con voi una storia, un piccolo racconto che mia figlia Giada ha scritto l'anno scorso per un tema di Italiano in terza media. Mi ha colpito molto la vostra "voglia" di "catturare storie" tramite il progetto Ucare. Forse è vero, nella storia riusciamo ad aprire il nostro cuore in modo più naturale, più spontaneo, riusciamo ad uscire dagli stereotipi delle conversazioni formali e ad essere veramente noi stessi, troppo spesso magari soli e abbandonati nelle dure lotte della vita, che ritengo "degna di essere vissuta con tanto entusiamo ogni giorno", ma che a volte ci riserva inesorabili lezioni di "umiltà" ricordandoci la nostra finitezza!

Per correttezza nei riguardi di mia figlia e per non snaturarne l'originalità, riporto le frasi così come le trovo scritte sul suo quaderno degli appunti che mi ha fatto vedere l'altro giorno perchè potessimo ricordare assieme. Magari alcune immagini sono un po' contorte da capire e sembrano un po' forzate, ma sono il respiro della sua anima che si è trovata straziata da questo dolore ... e allora la grammatica e la sintassi possono passare pure in secondo piano.

"Caro diario,
oggi voglio svelarti un segreto che da anni racchiudo nel mio cuore, ma perchè tutto ciò sia possibile, è necessario "visitare" il passato.
Tutto ha avuto inizio anni orsono, durante una divertente passeggiata. Mi trovavo con mia nonna, mio cugino e la mia sorellina, alla fievole luce del sole di un pomeriggio di primavera, ancora legato al gelido inverno, circondata da milioni di candide spighe di grano, quasi soffici nastri dorati che accarezzavano dolcemente la mia pelle.
Passammo l'intero pomeriggio immerse in un mondo dove l'assordante suono degli scudi infranti non era altro che il fruscio del vento, dove la vita che si inchinava alla morte, era lo stelo di un fiore che abbandonava la madre terra, e le urla di disperazione e dolore, risate di gioia e felicità, ricordo di una merenda consumata su un candido prato, di favole ascoltate e di lunghi abbracci.
Quando il sole scomparve all'orizzonte ci avviammo verso casa dove l'abbraccio di una madre attendeva ansioso e il bacio di un padre era desideroso di posarsi su candide guance "toccate" da un meraviglioso sole.
Giunti a casa tutto questo si avverò e la nonna, col suo meraviglioso sorriso, promise che avremmo visitato nuovamente il nostro "giardino segreto".
Io non vedevo l'ora di farvi ritorno, ma lo stesso anno la nonna si ammalò di tumore e fu come se una lama avesse trapassato il mio cuore e una nube avvolto il mio sorriso.
Gli anni passarono, la lama e la nube si dissolsero e un calore avvolse il mio cuore di ghiaccio.
Tutto ciò durò per poco, poichè la morte portò via con sè la mia nonna in una notte di settembre.
La notizia mi distrusse e il buio avvolse casa mia.
Ancora oggi, prima di andare a letto, racconto la giornata vissuta, le mie ansie, le mie angosce, le mie conquiste e le vittorie a mia nonna che da lassù mi ascolta e veglia su di me.
Sono sicura che, un giorno, potrò rivivere quanto raccontato, in compagnia della mia cara nonna, perchè non smetterò mai di desiderare tutto ciò.
... E i sogni a volte si avverano".

Tutto qui. E' solo un modo per condividere, per lasciar parlare anche la mia storia e la storia della mia famiglia.

Continuate a lavorare con amore e a far risplendere negli occhi di chi, in vari modi, potete aiutare, l'entusiasmo degli occhi di Giancarlo.

O.C.

Commenti   

 
#1 daniela 2011-06-21 09:34
L'ho stampata e sono uscita per leggerla...ho pianto, mi sembrava di verdervi... Anche a me manca la tua nonna. Quando si è ammalata il suo più grande dolore è stato quello di non potersi più occupare dei suoi nipoti, ma sono sicura che dal cielo continua a vegliare su ognuno di voi. Continua a desiderare il vostro giardino e tener vivo questo bellissimo, dolce e tenero ricordo.
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