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Quest’anno per noi non verrà natale
Era dicembre ed erano già passati parecchi mesi da quando era stato diagnosticato il “male” a mio marito. Era passato un anno e mezzo circa di torture varie: interventi, chemio e radioterapie, analisi più o meno facili da sopportare,……………. ma le complicazioni non finivano mai.
Erano insorti anche problemi paragonabili a quelli dell’ernia iatale, se ricordo bene, che procuravano difficoltà all’alimentazione e, per capire con precisione di cosa si trattava, i medici che avevano in cura mio marito chiesero visite specialistiche proprio nei giorni vicinissimi a Natale.
La mattina del 23 dicembre eravamo in ospedale per fare le verifiche previste,  non risultò ancora chiara la causa del nuovo malessere e il direttore del reparto propose l’ennesimo ricovero per svolgere il giorno successivo un ulteriore esame.
Mio marito aveva sempre affrontato tutti gli interventi e le terapie richieste con “tranquilla accettazione”. Non si interessava della natura dell’esame o della terapia, il percorso clinico lo aveva affidato a me, non mostrava particolare fiducia e forse dentro di se non provava neppure più speranza. Continuava a lavorare perché questo era il suo modo di sentirsi “normale”, una persona normale in “cura”. 
Riuscendo a far convivere i vari impegni, quello professionale e quello terapeutico, non aveva mai mostrato insofferenza o rifiuto per il percorso clinico: lo dedicava a me, lo seguiva perché io glielo chiedevo, perché io ci speravo……..
Ma quella mattina del 23 dicembre, quando gli proposero di nuovo un ricovero, sbottò manifestando tutta la sua sofferenza emotiva e disse “ma neanche a Natale mi lasciate un po’ in pace ! ”
Per me fu un momento molto doloroso comprendere quanto gli era costato e gli costava seguire quel processo che si mostrava ogni volta senza soluzioni definitive, senza fine……
Aveva forse bisogno di un po’ tranquillità, di un po’ di magia della festa per dimenticare, di un po’ di sogno per sperare, come quando da bambini si vive il Natale in attesa dei regali più desiderati, quelli affidati all’intimità della letterina a babbo natale o solo confidati al proprio cuore.
Le parole di mio marito in quel momento furono un tuffo nel mare di ciò che non comprendevo di lui, di ciò a cui non davo abbastanza attenzione perché ero troppo ancorata al potere salvifico delle cure. Cosa desiderava realmente mio marito? io stavo aggiungendo pressioni fastidiose ai suoi problemi, alla sua sofferenza……………. ? Tutto quello che facevo, e mi sembrava molto e importante, lo facevo forse più per me che per lui …………..?
Fu un grande turbamento e fui solo capace di rispondere “non preoccuparti, per noi quest’anno non viene Natale ……..”
I medici forzarono un po’ la situazione e riuscirono a far realizzare subito l’esame per il quale avrebbe dovuto essere ricoverato; non solo, l’esito fu rassicurante, era stata superata un’ipotesi molto temuta.
Tornammo a casa,  il Natale trascorse sereno con i parenti, ma fu l’ultimo.
In gennaio insorsero altri problemi e poi ………………..
Sono passati anni dalla scomparsa di mio marito e verso il natale ho provato di tutto: l’ho odiato, ho odiato le luminarie in città, le persone chiassose e felici, ecc., anche se ho sempre continuato a fare la mia parte pensando ai regali per tutte le persone care che non erano certo responsabili del mio vissuto verso il natale.
Sono passati anni da quando ho iniziato a odiare il natale, ora non soffro più per le luminarie, non mi infastidisce più la loro promessa di gioia, di allegria, non le vedo, per me non esistono.
Continuo a fare i regali, forse con più calore, per ringraziare le persone che mi hanno dato e mi danno il loro affetto. Ho tanto bisogno di affetto e mi ritrovo a fare ciò che non mi era mai capitato di fare: conservo tutti i biglietti che accompagnano i regali che ricevo.
Solo occasionalmente ho conservato i biglietti dei regali che mi faceva mio marito nelle varie ricorrenze e ora li custodisco come reliquie: quando li rileggo mi fanno bene al cuore perché in loro si rinnova il sentimento che è il vero valore del dono.
Ma il natale ……… da allora …………… per noi non è più venuto.

 


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