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Si vede che mi godrò di più il paesaggio...

Non ho una storia toccante da raccontare. Ho 28 anni e sto bene. Sto bene perché mi sveglio ogni mattina, guardo fuori dalla finestra e scopro il miracolo di una nuova alba colorata di celeste, arancio e rosa attraverso il campanile della chiesa di fronte casa, quella in cui un anno fa ho sposato un uomo meraviglioso. È confortante sapere che c'è qualcuno accanto a te, pronto ad accoglierti, proteggerti e coccolarti. Ma è ancora più confortante avere la consapevolezza che hai imparato a contare su te stessa.

Ed è stato questo ad aiutarmi nei momenti più difficili, quando due anni fa è arrivato il responso dopo un mese di continue visite, esami, test. Si trattava di sclerosi multipla e non avevo compiuto ancora 26 anni. Perché me, perché adesso mi sono chiesta. E perché gli altri stanno bene. Forse hanno qualche anno meno di me e pensano anche loro di essere "immuni". D'altronde anche io fino a qualche mese prima ero convinta di essere sana come un pesce. È sbagliato provare una folle invidia per la salute altrui e per la loro spensieratezza? Perché forse gli altri non hanno questo fardello di incertezze e dubbi che ti toglie la serenità e tranquillità di cui avresti ancora bisogno prima di essere catapultata del tutto nel mondo adulto. Invece tu, di sesso femminile, fra i 20 e 40, sei entrata nella magica schiera dei 63.000 malati in Italia. E che sciocca sei stata fino a qualche giorno prima a lamentarti dei tuoi capelli troppo poco lucenti e con le doppie punte e di un po' di cellulite che si annida sulle cosce. Proprio sciocca.

Però poi i giorni passano, e ti rendi conto che la vita in fondo è anche questo: frivolezza, imprevedibilità, semplicità ed è fatta di piccoli gesti e genuine emozioni, che siano per una risonanza che non mostra la comparsa di ulteriori aree demielinizzate, ma anche per il nuovo smalto verde acido che hai appena comprato e che si intonerà perfettamente col vestitino che ti hanno regalato per il tuo compleanno. Perché io sono anche questa. Anche se è terribilmente vero che cominci ad apprezzare di più tutto quando temi di stare per perdere tutto. E allora pensi che dopotutto, sei qui, sei viva, provi delle emozioni intense, una famiglia, una casa calda ed accogliente, ed hai ancora tanto amore da poter offrire e da ricevere. Perche sono convinta che il primo modo di combattere una malattia è non lasciare che ti cambi, non lasciare che diventi un ostacolo ma piuttosto una risorsa in più da cui trarre una forza che forse non ti aspettavi nemmeno di avere. Sono qui e continuo a lottare contro la sclerosi. Ma anche contro la cellulite.

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